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Papa Francesco

L'amico calzolaio confida: "Forse a Papa Francesco oltre alle scarpe occorrono guanti d'amianto!"

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A Buenos Aires, sono all'incirca le 7 e 30 di mattina di una settimana fa, mentre a Roma è notte inoltrata perchè la differenza è di -5 ore con l'ora solare e  -6 con quella legale. Il telefono che squilla è quello della casa argentina di Carlos Samaria, 81 anni, apprezzatissimo artigiano calzolaio, con negozio tuttora aperto in calle Montevideo. Dall'altra parte del filo, che valica addirittura l'Atlantico, arriva la voce squillante e familiare di un vecchio amico al quale è legato da oltre 40 anni di assidue frequentazioni: "Carlos, sono Jorge e ho bisogno urgente di te".  Jorge è nientemeno che il nuovo Papa, Papa Francesco, il quale, sapendo che l'amico Carlos il telefono l'ha solo a casa e non in negozio, lo chiama prima che esca per andare a bottega. Deve chiedergli quello che lui gli fornisce da una vita: un paio di scarpe, comode, che non gli facciano male e, soprattutto, del solito colore nero. Quelle rosse, l'ha già ripetuto, non le metterà mai.

Carlos, come ha pubblicato domenica scorsa il quotidiano EL CLARIN di Buenos Aires, racconta di avergli replicato, ancora un po' mezzo addormentato: "Jorge, ma sei proprio tu? Come stai?". Papa Francesco scherza: "E chi vuoi che sia quello che, come al solito, ti chiede con urgenza qualche paio delle tue impareggiabili scarpe nere? Mi raccomando, senza fronzoli e con i lacci. Tanto tu hai tutte le mie misure. Quasi anche di quando ero bambino".

Non è proprio così, ma Carlos, quando quello che lui chiama ancora Jorge ed era rettore della Scuola dei Gesuiti a San Miguel, lo conobbe proprio per fargli un primo paio di scarpe. Fu così che diventarono amici, di quelli veri, di una vita, che si frequentano spesso e altrettanto spesso cenano insieme. "Dovete sapere", spiega il calzolaio, "che Jorge, ma non posso darvi dei dettagli sanitari, ha dei piedi difficili (piedi molto piatti, ndr) perciò ho dovuto preparare una sagoma con le misure dei suoi piedi, taglia 42/43, e su quella io da allora lavoro. Sia per fargli scarpe nuove, ma, il più delle volte, per risuolargliele perchè Jorge è una persona modesta e umile".

Confida: "Ma lo sapete che quando l'hanno fatto prima vescovo e poi cardinale io ero preoccupato che, durante la consacrazione, al momento di mettersi steso sul pavimento, qualche fotografo o qualche telecamera gli riprendesse le suole delle scarpe. Magari facendo vedere che erano molto usate oppure che non si era ancora ricordato di portermele per riparare qualche buco. Sì, perchè lui era arrivato a indossare scarpe vecchie e pure bucate. Non ci faceva caso. Fin quando non sentiva l'acqua entrargli dentro e infracidirgli i piedi, per Jorge andava tutto bene". E qui ci torna alla memoria la famosa fotografia del presidente Usa, John Fitzgerald  Kennedy, le gambe appoggiate al tavolo ovale del suo ufficio alla Casa Bianca, con in primo piano le suola vistosamente bucate.

Ma torniamo al nostro Carlos che va  avanti con le confidenze: "Dopo aver fatto quattro chiacchiere su cose e ricordi nostri, io ho detto a Jorge che entro maggio gli preparerò due paia di scarpe di vitello, nere ovviamente, non traforate e con i lacci. Ma gliene manderò anche due paia con la suola di gomma per la cattiva stagione. Un paio glielo voglio regalare io perchè è diventato Papa. Magari vado a Roma a portargliele di persona. Mi piacerebbe tanto riabbracciarlo. Sapeste quando già mi manca!".

Carlos adesso la butta sul ridere: "Quando ci siamo salutati al telefono, io, scherzando, gli ho fatto una battuta: Jorge, oltre le scarpe vuoi che ti prepari un paio di guanti d'amianto visto la situazione incandescente che devi manovrare?". E Papa Francesco, domandiamo? "Jorge ha fatto una gran risata poi, sempre da spiritoso, mi ha detto: Forse più dei guanti mi saranno utili le tue preghiere, sono molto molto più resistenti dell'amianto. Non dimenticarlo mai". 

Carlos balbetta: "Jorge Papa, è un miracolo della Provvidenza per la salvezza dell'umanità. Ma, ora, basta parlare, devo andare in negozio a cominciare le scarpe. E intanto obbedisco a Jorge: prego per il nostro Papa Francesco".

15 Aprile 2013

Umberto Marchesini


Umberto Marchesini, cronista del quotidiano La Notte di Nino Nutrizio, inviato del settimanale OGGI, direttore del quotidiano  Gazzetta di Modena, inviato dei quotidiani Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, direttore del settimanale Weekend del gruppo Poligrafici, direttore del quotidiano Il Giorno poi di Quotidiano.net. Attualmente è consulente editoriale per varie testate.

Creato Lunedì, 15 Aprile 2013
Scritto da Redazione